Road to blodshed è il primo album di una band americana chiamata Sanctity. I ragazzi sono molto bravi e il talento non gli manca ma, mi spiace dirlo, molto probabilmente non sarebbero mai riusciti ad uscire dal sottobosco delle migliaia di metal band americane se Matthew K. Heafy, frontmen dei Trivium, non avesse sentito per caso un loro concerto.
Si a questi baldi giovani della cittadina americana di Asheville (Nord Carolina), è veramente capitato il classico colpo di C**O: Heafy si è appassionato tanto alla (ottima) musica di questi ragazzi che quella sera non si limitò semplicemente a salire sul palco per cantare una cover dei Metallica, ma si impegnò anche a trovare una vera casa discografica che promuovesse i Sanctity. E glie la trovò pure e bella grossa anche: la RoadRunner!
Pure Dave mustain si interessò alle sorti di questi ragazzi.
Per i Sanctity si era avverato il sogno di ogni giovane band di musicisti. Ora bisognava soltanto fare in maniera che le aspettative delle due persone che si erano prese carico dei loro destini musicali non fossero tradite.
E secondo me, a sentire quest’album, i nostri due mostri sacri del metallo non sono rimasti affatto delusi. Road to bloodshed sprizza energia e potenza da tutti i pori.
Il sound dell’album è costituito da una bella miscela di ritmi thrash e di sonorità vicine alla old school heavy metal. Non mancano parti melodiche con tastiere e chitarre acustiche (poche ma ci sono). Questi intermezzi alleggeriscono un po’ l’album e lo rendono veramente godibile dal primo all’ultimo minuto. Molto bella anche la voce che può passare tranquillamente dalla possanza di quella del miglior James Hetfield dei Metallica ad un tono melodioso e quasi dolce. Il singer afferma che questa sua qualità è dovuta alla sua militanza in svariate band musicali di tutti i generi.
Miscelando tanto thrash metal e un pizzico di heavy metal questi ragazzi sono riusciti ad ottenere un album esplosivo e di grande impatto, veloce, violento e pieno di spunti interessanti. Le chitarre sono marmoree e non perdono un colpo.
Se questo è il tenore stilistico e qualitativo del primo album, ho veramente paura di pensare a cosa potrebbero fare i Sanctity in futuro. In positivo naturalmente.
Lo consiglio vivamente a tutti coloro che apprezzano il buon vecchio thrash tanto caro a Metallica, Megadeath e Slayer. Mi sento comunque in dovere di avvisare che Road to blodshed non è una fedele coppia del sound dei gruppi appena citati, ma una visione innovativa e fresca del thrash metal.
Buon ascolto e buon divertimento.
Recensione di Elisa Mattei
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