Ultimo album dei Korpiklaani “Tervaskanto” si rivela sullo stesso stile dei precedenti, ma… non strettamente necessario.
Un album allegro, spensierato, ma assolutamente privo di mordente, con canzoni che passano una dopo l’altra senza lasciare niente, e dopo un po’ si guarda lo stereo e ci si chiede “cosa stavo ascoltando?”.
Sono lontani i tempi in cui una spettacolare “Wooden Pints” o una esultante “Beer Beer” facevano classificare i Korpiklaani come l’idea migliore degli ultimi anni.
Canzoni che mancano di originalità, il violino, elemento fondamentale della band, è usato in maniera ripetitiva e sempre più spesso solo come accompagnamento, e si cerca di compensare con un ritmo sforzatamente allegro e brindaiolo.
Se questo fosse stato il loro primo album, probabilmente sarebbe stato classificato come un capolavoro. Ma per chi li conosce bene, sa che i Korpiklaani sanno fare molto di più.
Un cd divertente, da ascoltare come accompagnamento ad una buona birra, ma niente di più.
Speriamo che i nostri ritrovino l’ispirazione che li distingueva e che sembra perduta, evitando di diventare una band valida solo dal vivo.
Recensione di Nana
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