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Daryl Stuermer - "Go" (SPV/Audioglobe)

Line up:

Daryl Stuermer - guitar, keyboard and percussion programming;
Kostia – keyboards
Leland Sklar - bass (1-5, 7)
Eric Hervey - bass (6, 8, 9, 10)
John Calarco - drums.
 

voto:

7
 

recensione

Per chi ama gli album strumentali di chitarristi pluridecorati questo è sicuramente un periodo d’oro, dopo l’uscita del disco di Alan Morse, è ora la volta di Daryl Stuermer che ha prodotto il suo quinto album solista.
Daryl Stuermer, come tutti ricorderanno, è passato alla storia per essere un membro stabile dei Genesis a partire dal tour di "An Then There Were Three", quindi già nel 1978, quasi trent’anni fa . Dopo lo scioglimento della band, Daryl ha continuato a collaborare con Phil Collins finché, nel 1987, è uscito con il primo lavoro solista "Steppin Out".
I Genesis che si erano sciolti nel 1993 si sono riuniti proprio quest’anni dopo 15 anni, Daryl è ritornato quindi ad essere il loro chitarrista e sarà in concerto con loro il 4 luglio a Roma.

“Go”, questo il titolo del cd, è un album incentrato interamente sulla chitarra di Daryl che usa la sua tecnica per la buona riuscita dei pezzi. L’aspetto melodico non è sottovalutato ma non è certamente quello centrale, insomma, Go è un assolo di 48 minuti. Il sound delle canzoni è, inoltre, molto lontano da quello dei Genesis, Daryl , infatti, ha creato un disco fusion caratterizzato però da pesanti influenze prog e jazz. In tutti i brani dell’album appaiono centrali la passione per la chitarra e per la ricercatezza degli arrangiamenti. Nei pezzi prettamente fusion come “Striker” e “Breaking Point”, la scelta dei suoni, si è orientata verso linee molto morbide ed eleganti, ma in altri pezzi Daryl è riuscito ad integrare nel suond una componente multi-culturale con ritmi caraibici e melodie orientali. Un esempio sono “Masala Mantra” e “Urbanista”.
Go è quindi un album completo che manderà in estasi gli amanti dei chitarristi eccentrici. Daryl ha lasciato però la chitarra come unico strumento centrale, questa sarà sicuramente una scelta che limiterà il numero di coloro che apprezzeranno il suo lavoro. In ogni caso, con una carriera di oltre trent’anni a vertici del rock, Daryl non deve dimostrare niente a nessuno, ma anzi siamo noi che dovremmo stare zitti e ascoltare.

Recensione di Tommaso Bonetti

tracklist

  1. Striker
  2. Masala Mantra
  3. Greenlight
  4. Dream In Blue
  5. Breaking Point
  6. Urbanista
  7. Heavy Heart
  8. Meltdown
  9. Archer
  10. Omnibus

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