Finalmente è uscito anche in Europa il primo lavoro della one man band svedese Profundi. L’uomo in questione è Jens Rydén, che solo un paio di anni fa uscì dalla scena abbandonando il ruolo di vocalist in una band che gli diede grandi soddisfazioni, i Naglfar, per dedicarsi ai suoi studi universitari.
Ma evidentemente il talento e la voglia di esprimere le proprie idee e il proprio modo di concepire la musica hanno riportato Jens sulla via del ritorno. E che ritorno…
The Omega Rising è un disco privo di ogni aspettativa di vendite, questo è dimostrato anche dalla scelta di etichette minori che lo hanno prodotto, e proprio per questo Jens ha fatto centro: libero da ogni pressione, libero da ogni collega, libero da ogni produttore, libero da tutto, ha scritto, suonato, cantato, registrato e prodotto un album che è un perfetto capolavoro. E non sto esagerando.
Un lavoro di un impatto micidiale, che non lascia il minimo respiro con un riffing maledetto a cavallo tra il death e il black a ricordare il suo passato e poi la sua voce ruggente, graffiante e incredibilmente naturale. Nessun calo è presente, l’unica pausa è rappresentata da “Silent Hosts of Decay”, una canzone completamente strumentale, che non fa altro che dare ancora più valore all’album ed esaltare al vena compositiva dello svedese.
E’ veramente inutile andare ad analizzare tracce una ad una perché fanno parte di un’insieme inscindibile: se si comicia ascoltando la tremenda “...of Flesh & Blood” è impossibile fermarsi qui, l’unico rischio è schiacciare il tasto repeat, perché i suoi riff rapiscono la mente e la martellano con estrema violenza. Il vero problema è che ciò accade per tutte le tracce seguenti fino a giungere alla già citata traccia strumentale che permette di tirare un profondo respiro e pensare che “il massacro è finito”. Invece no.
Una tripletta da infarto dà il colpo finale all’ormai frastornato ascoltatore lasciandolo a bocca aperta esterrefatto.
In definitiva un disco veramente eccezionale che va ad inserirsi accanto di capolavori del black-death...Dissection, Hypocrisy e Naglfar.
Purtroppo pare che i soldi proprio non interessino al buon Jens non è intenzionato a mettere in piedi una lineup per i Profundi e riproporre il suo progetto in sede live…
Non resta che acquistare il cd e attendere un nuovo segnale dal genio di Jens, che sia da un palco (speriamo) o da un suo nuovo lavoro.
Recensione di Dimitri Borellini
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