Ritorno sulle scene per una delle band più sfortunate dell’intero panorama metal mondiale: stiamo infatti parlando degli Mnemic, che oltre ai vari side project dei suoi membri ha dovuto affrontare una doppia perdita del frontman.
Ora al microfono c’è il francese Guillaume Bideau, già singer degli Scarve, che grazie alla sua versatilità vocale riesce ad elevare il già buon lavoro dei suoi compagni. Bideau infatti incattivisce le parti più tirate con uno screaming estremo e d’altro canto si adatta perfettamente alle parti più melodiche. Il cyber thrash metal della band danese deve molto ai padri del genere Fear Factory, ma il tutto si ferma a semplice influenza perché i vqui, va oltre miscelando elementi folli e geniali tipici che ricordano lontanamente i Meshuggah.
Su tutto l’album si trovano brani altalenanti, si passa dalla migliore dell’interno lotto “Psykorgasm”, dove la band si è avvalsa di collaboratori illustri come Shane Embury dei Napalm Death e Jeff Walzer, ex-Carcass ad una seconda parte dell’album abbastanza in chiaroscuro che si discosta leggermente dalla prima parte, adagiandosi ai tipici canoni nu-metal.
La produzione di Passenger, benché eccellente è palesemente volta a “commercializzare” l’album e se l’intento della band e dalla sua casa discografica che l’ha sempre supportata, la Nuclear Blast, era questo direi che l’obiettivo è centrato.
In definitiva gli Mnemic proseguono la strada tracciata con i precedenti lavori e grazie all’avvento del nuovo singer sono riusciti a sfornare un buon album anche se, a mio avviso, non è riuscito proprio col buco.
Recensione di Dimitri Borellini
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