Derek Sherinian viene ricordato dai più per essere stato il tastierista del poco fortunato disco dei Dream Theater “Falling into Infinity”, in realtà questo talentuoso musicista, vanta un curriculum ben più vasto, fatto di numerose collaborazioni e soprattutto quattro dischi tutti suoi. Blood of the Snake è appunto il quarto capitolo della sua carriera solista iniziata nel 2001 col debut Inertia. L’ultimo nato in casa Sherinian è un lavoro molto vario, quasi interamente strumentale (solo due pezzi cantati), in cui il nostro eroe si occupa delle tastiere e della produzione lasciando a guest di tutto rispetto gli altri compiti. La tracklist spazia da brani di stampo Theateriano come l’opener Czar of Steel o The Monsoon, dove compare John Petrucci a dialogare con Sherinian in assoli ultra veloci da brivido, a canzoni jazzate come Phantom Shuffle. Molto belle le atmosfere sognanti di On The Moon mentre per tutti i metalhead ci sono Viking Massacre e Man With no name; la prima è una strumentale di stampo neoclassico con un Malmsteen in grande spolvero, mentre la seconda è un pezzo di puro metal classico alla Black Sabbath che vede al microfono e alla chitarra niente popò di meno che Zakk Wylde. Ultima citazione per la cover di In The Summertime (l’avrete sentita tutti almeno una volta!), che vede come guests Billy Idol alla voce e Slash alla chitarra in un interpretazione spassosissima. Disco divertente, ben suonato e vario!
Recensione di Matteo Cereda
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