Cari amici, quello che mi accingo a recensire è il nuovo capitolo del progetto Office Of Strategic Influence, nato dalle menti geniali di Kevin Moore, Jim Matheos e di sua maestà Mike Portnoy. Questo è un album che, con le sue sonorità che si allontanano dai classici cliché del Progressive per concentrarsi su pezzi più diretti e facili da ascoltare, sicuramente lascerà stupefatti gli ascoltatori. Per farsene un’idea basta ascoltare le due prime tracce: “Sure You Will”, caratterizzata da dei ritmi che toccano persino i lidi della musica Techno e “Free”, che ha un andamento molto rockeggiante. Seguono a ruota “Go”, “Home Was Good”, “Kicking”, “Better” e “Simple Life”, dei pezzi in cui l’elettronica la fa da padrona e che, proprio per questo motivo, non possono essere catalogati in un genere preciso, nonostante siano molto piacevoli da ascoltare, “All Gone Now” e “Bigger Wave”, caratterizzati da dei riff di chitarra molto potenti ma anche accattivanti e coinvolgenti; ed ecco giungere “Once", un brano che richiama molto il Rock anni ’70-’80 e che, con le sue atmosfere molto cupe ed ipnotiche fa tornare in mente i Kraftwerk; la chiusura di questa piccola gemma musicale è affidata a "Our Town", una stupenda e struggente ballad acustica che, con le sue ritmiche molto country, è la classica “ciliegina sulla torta”. Questo è un ottimo disco, splendidamente suonato e prodotto in maniera egregia. Mi permetto di consigliarlo sia a chi ama il progressive che a chi ama la musica con la “M” maiuscola.
Recensione di Donato Tripoli
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