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Demonbreed - "Closer to God" (Casket Music/Audioglobe)

Line up:

vocals
Phil – guitar
Jimmy – guitar
Stu – bass
Ben - drums
 

voto:

8,5
 

recensione

I Demonbreed sono una band relativamente giovane e sono giunti al loro secondo lavoro. (il loro primo demo Middle finger up, risale solo al 2004). Ora, nel 2005, sono già riusciti a dare alla luce un vero e proprio album: Closer to God.
I Demonbreed sono in giro da soli due anni; eppure a sentirli, sembrerebbero molto più esperti: il loro sound è bello pesante e la tecnica non manca.
Questi cinque inglesi (dell’East Kent, per l’esattezza) propongono un death metal pesantissimo e ultra violento. A mio parere, se i Venom avessero saputo suonare (nessuno mi venga a dire che i Venom sapevano usare i loro strumenti, perché lo scomunico), avrebbero generato qualcosa di molto simile al contenuto di Closer to God. Affermo ciò perché come gli album dei sopracitati Venom, Closer to God, è un condensato di malvagità, oscurità e voci infernali. Cose così, al giorno d’oggi le propongano quasi tutti, ma al contrario, di quasi tutti, i Demonbreed, non riescono mai ad annoiare e regalano una quarantina di minuti di puro, metallo, vera rabbia e devastazione senza pari. I 10 brani trascorrono via piacevolmente (anche se la parola “piacevolmente” in questo contesto è quasi un eufemismo),proprio come i vecchi dischi dei Venom, che però detto fra noi, non prendevano seriamente la loro musica come invece fanno i nostri. Per produre un suono così virulento, i Demonbreed, hanno sicuramente attinto anche da altri capolavori stampati nella prima metà degli anni 80. Un esempio su tutti? Reign in blood naturalmente. Questi giovanotti sono cresciuti a pane a metallo, e hanno saputo condensare tutto il meglio del thrash e dello speed metal degli anni 80 in questo album. Closer to God, sembrerebbe l’ideale colonna sonora per l’anticamera dell’inferno, ove i dannati aspettano la loro sentenza. Peccato che non sia io riuscita a reperire i testi delle canzoni (il loro sito è non è scarso, è peggio), ma leggendo i titoli, posso tranquillamente dedurre che i Demonbreed, non si possano definire esattamente amici dei preti o assidui frequentatori della messa della domenica. Molto bella è anche la copertina del disco: una guglia di una cattedrale gotica che si staglia contro dei nuvoloni neri neri. Questa immagine, è il perfetto preludio di quello che capiterà non appena il disco sarà partito: una tempesta. Infatti, questa può essere la parola perfetta per descrivere l’intero album: a momenti di delirante e irrefrenabile caos, ne sono alternati alcuni altri (brevi) di relativa calma. Esattamente ciò che accade durante una tempesta, cioè quando ti sembra che essa si sia placata, ti investe di nuovo con tutta la sua incredibile potenza. Un esempio fra i tanti è l’intro di Blood will fall, che da semplici, sepolcrali accordi di chitarra e voci cadaveriche ti conduce ben presto al massacro. Con un del genere, il sangue potrebbe veramente cominciare a cadere.
Verdetto: Closer to God è un album splendido che consiglio a tutti gli appassionati delle sonorità pesanti ed oscure.

Recensione di Elisa Mattei

tracklist

  1. Pray to death
  2. On the cross
  3. The beading
  4. Blood will fall
  5. Terror
  6. Whisky and weed edge
  7. Reborn as one
  8. Lifewalk
  9. Hell will reign
  10. Where the shadows lie

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