Passano due anni ed i teutonici Brainstorm escono con un nuovo album. "Metus Mortis" prima e "Soul Temptation" poi hanno fatto si
che la band raggiungesse un buon livello di notorietà in tutta Europa. Aiutandosi con innumerevoli tour e festival che li hanno visti
sempre in piena forma.
Insieme agli Edguy di Tobias Sammet considero i Brainstorm una di quelle band potenzialmente candidate a ricevere il testimone
dei big del passato per far si che l'heavy metal continui.
Credo infatti che la proposta Andy B. Franck e compagni essendo rimasta quasi completamente incontaminata da modernizzazioni
possa ancora essere definita Heavy Metal, non power non thrash o sottogeneri, solamente quell' heavy metal pre-sottogeneri. Ed è
questo quello di cui ha bisogno il mercato adesso, una band che possa, negli anni, diventare un nuovo punto di riferimento per gli
heavy metal kid che abbiano nostalgia dei mitci anni '80, o se non li hanno vissuti che possano avere un punto di partenza per poi procedere a ritroso con i gruppi che il metal l'hanno inventato.
L'album in questione a livello stilistico non presenta nessuna sostanziale differenza rispetto ai precendenti lavori. Segno che la band
ha trovato un proprio stile o perlomeno ha ben chiaro il cammino da percorrere.
E così con lo spirito heavy metal degli eighties si da inizio alle danze. Chitarre pesanti e distorte, che a volte sfornano dei granitici
middle tempos, altre volano a mille seguite dalla potente voce di Andy. E così si passa da brani come la melodica "All tho Words" ai
pesanti riff di "Paininside" e "Despair To Drown" quest'ultima con il solito difetto di avere un volume di batteria a mio avviso troppo
poco sfruttato, vista la potenza che potrebbe fuoriuscire dal drumkit di Dieter Bernert.
Come già succeso per i precedenti lavori la miglior resa delle canzoni si avrà probabilmente in sede live, per la gioia dei fans che a
fine aprile assisteranno al primo loro concerto da headliner.
Ottimo anche il guitar work presente in "Even Higher" che si contrappone alla più melodica "Burns My Soul", che conclude il lavoro.
Da segnalare l'edizione limitata contenente un documentario “Streets, Stages & Studios” e bonus track.
Recensione di Paolo Manzi
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