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David T. Chastain - "Rock Solid Guitar" (Lucretia Records/***)

Line up:

David T. Chastain – Guitar
Mike Haid – Drums
Steven Taylor - bass
 

voto:

6,5
 

recensione

A meno che non si tratti di musica classica, raramente riesco ad apprezzare dischi interamente strumentali e difatti David T. Chastain non mi ha trasmesso quelle emozioni tali da farmi innamorare di Solid Rock Guitar.
In generale il genere di questo disco è un rock dei più tradizionali, troviamo basso e batteria che in modo molto classico accompagnano gli assoli di chitarra. Sotto questa definizione molto ampia di rock troviamo canzoni che spaziano tra vari stili in cui la componente blues è sempre la materia prima su cui le 6 corde di Chastain lavorano. I prodotti finiti sono di vari tipi, da canzoni in mid tempo a motivi leggermente più veloci senza mai esagerare con la pesantezza del sound e rimanendo come già detto ancorati a un ceppo comune.
Le melodie sprigionate dalla Kramer non appaiono eccessivamente originali poiché a parte in alcuni punti trovo che il tocco di Chastain non sia caratterizzato da qualcosa di particolarmente personale; solo pochi elementi mi permettono di riconoscere lo stile di questo musicista. Uno di questi elementi è il modo con cui spesso vengono terminati alcuni passaggi di un solo, un modo brusco che fa percepire la melodia come se fosse tronca e secondo la mia opinione questo gioca a sfavore del guitarist.
In più punti si può constatare che la tecnica non manca certo a questo chitarrista, la cui bravura però sta proprio nel minimo utilizzo di virtuosismi, scelta dettata anche dalla radice blues dei 9 componimenti.
Il suono è sempre caratterizzato da un distorto mai portato a livelli troppo alti e le note partorite dai polpastrelli vengono quasi sempre catturate dall’ humbucker al ponte, pochi sono i casi in cui il selettore viene messo nella posizione “al manico”. A volte, ma con parsimonia, viene chiamato in causa anche il Floyd Rose ed eventuali effetti sono ridotti ai minimi termini; noto con piacere che Mr. Chastain è d’accordo con me sul fatto di fidarsi solo delle proprie dita.
Per quanto riguarda gli altri 2/3 del trio non spicca qualcosa di particolarmente rilevante visto che in questo disco il loro ruolo è semplicemente quello di spianar la strada alle note della Kramer.
La produzione è discreta, ritengo che il suono sia un po’ freddo e poco “rotondo”, comunque nel complesso chiaro.
Mi rallegro del fatto che con il titolo dell’ultimo brano sia stato deciso di dare a Cesare quel che è di Cesare anche se devo segnalare un errore nel nome del fondatore degli AC/DC, il maggiore dei due fratelli Young di chiama Malcolm, la seconda “l” si è persa.

Recensione di Mattia Berera

tracklist

  1. Burning Passions
  2. Sound Cool To Me
  3. The Devil’s Mistress
  4. Never Too Much
  5. Gettino A Little Crazy
  6. In Memoriam
  7. Riding In Style
  8. The Keeper Of Tomorrow
  9. Hats Off To Angus And Malcom

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