Un concept orrorifico sulla scia di “Halloween – La Notte Delle Streghe” messo in musica, questo, in parole poverissime, è l’esordio discografico sulla lunga distanza per i trevigiani Hell Theater.
Ci sono band che non ce la faranno mai a produrre qualcosa di valido, la maggior parte deve rivedere qualcosa (piccolo o grande che sia) nel loro debutto, cambiando un componente, la produzione o tutto ciò che può renderli migliori, solo pochi altri, come gli Hell Theater, non hanno NULLA da sistemare sin dall’opera prima.
Con un demo del 2011 che li ha fatti notare dalla sempreverde My Graveyard, i cinque demoni veneti sono già pronti a stupire, grazie a “Reincarnation Of Evil”, un’ora di Heavy Metal oscuro e pauroso, debitore dell’immortale King Diamond, qui ripreso nella sua veste solista, più elegante e barocca dei Mercyful Fate stessi.
Narratore e compositore della trama che collega i dodici brani del cd è Victor Solinas, istrione della penna e soprattutto del microfono, capace di alternare un lancinante falsetto ad una timbrica sepolcrale e scricchiolante, semplicemente perfetta per le tematiche trattate dal Teatro Infernale.
Non un cedimento, neanche l’ombra di un filler in “Reincarnation…”, grazie anche alla preparazione degli strumentisti in toto, impossibile non notare l’operato di Brian Steele e Bob Axx, coppia di mannaie nel macinare riffs e di raffinati bisturi per incidere gelidi solos nelle orecchie di noi malcapitati. Collante del gruppo anche la pregevole sezione ritmica, con Alessandro Young al basso e la veemenza di Diego Blackarrow dietro le pelli, indispensabile anche negli episodi più sostenuti, quali “Escape From The Bloody House”, che possono far tornare alla mente i Cage più intricati.
Qualche volta si chiude un occhio e, con benevolenza si passa sopra a qualche oggettiva “nota dolens”, vuoi per gusti personali che badano poco alla perfezione, vuoi perché l’underground nasconde una innegabile vena romantica anche ai giorni nostri, ma, la “Reincarnazione Del Male” sul pentagramma, non necessita per nulla di buon cuore o permissività, dato che l’espressione del songwriting di marca Hell Theater è contenuto nei qui presenti solchi maledetti.
Quindi, a maggior ragione, vale per Solinas & Co. il fatal discorso del “Ah, se fossero nati in Germania”, dato l’ampio mercato teutonico per certe sonorità, detto questo, nessuno potrà impedire agli H.T. di essere notati anche in terre straniere, basti il singolo “Lady Of The Candles” (immagino l’impatto visivo di un videoclip!), mesi or sono gettato in internet, per far comprendere il livello di tale nuova e mortifera realtà.
Superate le lecite difficoltà metriche di raccontare una storia, di qualsiasi genere essa sia, cantandola e non leggendola, i Nostri ci regalano anche la possibilità di leggere la mininovella per intero, ed in versione bilingue inglese/italiano, fulcro di un digipack ben illustrato e ricco di particolari.
La stanza delle ombre è socchiusa per voi, come ci suggerisce l’immagine di copertina, riuscirete a sfuggire l’incubo della degenere rabbia di Moron (il gigante demente protagonista del concept), o verrete sacrificati anche voi alla Legione?
Recensione di Alessio Aondio
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