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Cavalera Conspiracy - "Blunt Force Trauma" (Roadrunner Records/Warner Bros)

Line up:

Max Cavalera - Vocals, Guitar
Marc Rizzo - Guitar
Johny Chow - Bass
Igor Cavalera - Drums
 

voto:

6,5
 

recensione

Una strana sensazione di deja vu ci assale dopo aver terminato l’ascolto di "Blunt Force Trauma", la seconda fatica dei Cavalera Conspiracy. Questo avvviene per un solo e semplice motivo, ci troviamo di fronte a quello che, l’anno scorso, fu il "World Painted Blood" degli Slayer, un disco nel complesso apprezzabile ma veramente scarno dal punto di vista delle idee proposte. Del resto non è una novità che i grandi nomi del passato preferiscano continuare a registrare musica con la formula che li ha resi famosi, i contentini sono oramai all’ordine del giorno e uno sbilanciamento verso nuove soluzioni, ammesso che di nuove soluzione ce ne siano, sarebbe un vero e proprio invito a farsi linciare dai fans. Ma dovendo valutare un album per quello che è, partiamo col dire che il secondo urlo dei fratelli pesta di brutto, Max e Igor hanno infatti deciso di schiacciare a tutta forza sull’acceleratore, dando vita ad un album a tutti gli effetti quasi più hardcore che metal. La durata totale è infatti 34 minuti, in media 3 per pezzo (sono 11), una vera e propria vangata sulle gengive che lascia ben pochi dubbi sugli ascolti recenti del sempre più straccione Max. Chitarroni poderosi e una produzione cristallina vanno dunque a caratterizzare episodi violenti come "Warlord", "Torture" e "Lynch Mob", quest’ultima rafforzata dalla presenza come guest vocals di Roger Miret degli Agnostic Front. Della stessa pasta sono poi fatti "Thrasher", "Target" e "Rasputin", insomma si è capito che varietà non è proprio l’aggettivo adatto per descrivere il platter, che trova solo nelle sonorità industriali di "Killing Inside" e nella guitar-oriented titletrack qualche buona idea non campata per aria, a cui va dato il merito ad un Marc Rizzo in grande spolvero. La guerra tra le due fazioni è dunque sempre aperta, i fratelli Cavalera o i Sepultura di Kisser? Il thashcore che pesta duro ad oltranza o i tentativi di sperimentazione per scrollarsi di dosso l’ombra dei due ex membri storici? Noi ci rivolgiamo alla prima, consigliandogli l’ascolto del banale ma efficace "Blunt Force Trauma", a maggior ragione se avevano saputo apprezzare "Inflikted". Infine un consiglio alla band, che ovviamente non leggerà questa cosa "Vogliamo avere un po più di fantasia nelle copertine? Siamo stufi di vedere quelle due C fatte con i regoli".

Recensione di Thomas Ciapponi

tracklist

  1. Warlord
  2. Torture
  3. Lynch Mob
  4. Killing Inside
  5. Thrasher
  6. I Speak Hate
  7. Target
  8. Genghis Khan
  9. Burn Waco
  10. Rasputin
  11. Blunt Force Trauma

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