Il portale della musica Heavy Metal

www.holymetal.com
 
 
sei in Home » Recensioni » Skelator - "Death To All Nations" (Metal On Metal Records/***)
elenco recensioni

Skelator - "Death To All Nations" (Metal On Metal Records/***)

Line up:

Jason Conde-Houston: voce
Robbie Houston: chitarra
Rob Steinway: chitarra
Zach Palmer: basso
Patrick Seich: batteria
 

voto:

8
 

recensione

Come back attesissimo (almeno da me!) per i True Metallers di Seattle, che dopo svariati demo, una raccolta ed un full lenght autoprodotto, sono approdati finalmente ad uno step superiore!
Infatti gli Skelator fanno il paio con gli Skullwiev per quanto riguarda l'Heavy più puro e senza compromessi, distaccandosi anche dal nomignolo di “Sacred Steel d'America”, mettendo insomma la stessa carne al fuoco, ma cambiandone leggermente la cottura...
L'opener “Birth Of Steel” è una cavalcata Manowariana che sottomette i nemici in un colpo solo, ce lo ricorda il singer Jason Conde Houston, con la sua timbrica meno sgraziata del solito ma ancor più evocativa, il tutto per fortuna fatto risaltare da una registrazione chiara ma assolutamente mai patinata o compressa, genuina, in una sola parola!
Ancora richiami ai grandi nomi dell'HM degli 80's con la mid tempo “The Truth”, forte di un refrain immediato, adatto a scuotere le assi dei palchi, così come le armonizzazioni di casa Maiden, presenti in “Victory (Henry V)”, sapranno farsi apprezzare anche da chi ama la melodia nel Metal Classico.
L'intro sulfurea di “Circle Of Bloodshed”, serve solo ad aprire le porte dell'Inferno, riportandoci direttamente a Ludwigsburg, per l'inevitabile paragone con i Sacred Steel più intransigenti, grazie anche ad una somiglianza con Gerrit Mutz nelle vocals esasperate di Jason, uno dei veri punti di forza dei giovani Skelator.
Arpeggio iniziale ed epicità a palate in “Symphony Of The Night”, impreziosita da una grande chiusura rallentata ad opera di Robbie Houston e Rob Steinway, i quali brandiscono le loro asce per tutta la durata del disco, proseguendo infatti l'apologia del Vero Metal con “For Death And Glory”, brano che esplode nei padiglioni (salvo addolcirsi nell'intermezzo pacato) di coloro che conoscono il significato di questa musica, forse ottusa e limitata, ma tremendamente gloriosa e fiera!
Echi di Lizzy Borden in “Stand Up (For Rock And Roll)”, in una song che stacca un po' con l'atmosfera solenne dell'album, risultando tuttavia anthemica ed azzeccata.
Chiude il primo lavoro (con tutti i crismi s'intende!) degli Skelator, la stupenda title track, con delle lyrics polemiche ed “anti tutto e tutti”, con la promessa che lo Scheletro incappucciato incalzerà il globo, soggiogandolo, proprio come l'arrembante ritornello che domina il pezzo.
Una vera fortuna per noi che la Metal On Metal abbia continuato a dare fiducia al quintetto della metropoli più plumbea degli US, gli Skelator ci hanno ripagato con monete d'Acciaio, quelle che non arrugginiscono e non si sfrisano...
“In the name of Skelator, by the elder Gods of Metal, death by the Iron Hand”, si sono spiegati a sufficienza?


Recensione di Alessio Aondio

tracklist

  1. Birth Of Steel
  2. The Truth
  3. Victory (Henry V)
  4. Circle Of Bloodshed
  5. Symphony Of The Night
  6. For Death And Glory
  7. Stand Up (For Rock And Roll)
  8. Death To All Nations

Archivio Foto

 

Recensioni demo

Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.

Wofango Patacca

Segui le avventure di Wolfango Patacca il boia di holymetal.com