Se siete amanti del doom più classico, quello lisergico e malato con un tocco di psichedelia, allora non potete non conoscere il nome dei Mirror Of Deception. Attivi dal 1990, anno della formazione del gruppo, ma arrivati oggi solo al quarto disco (più una sfilza di uscite in formato demo, Ep o Split), sono annoverati insieme ai Dawn Of Winter come i due numi tutelari del movimento doom tedesco. Ovviamente si tratta di elucubrazioni quasi sempre ad uso e consumo della stampa di settore, ma un qualche fondamento, ascoltando le dilatate note di questo nuovo “A Smouldering Fire”, c'è e non si fatica nemmeno troppo a sentirlo, vista l'altissima qualità dell'album. Non aspettatevi di ascoltare qualcosa di diverso da un buon doom/heavy metal, ma comunque tutti i brani del disco sono scritti e suonati in maniera estremamente efficace, magari non precisissima, ma emotiva quanto basta per diffondere la propria sofferenza a chi è disposto a darle ascolto.
Piace molto la timbrica evocativa di Michael Siffermann, cantante/chitarrista dotato di una voce molto teatrale ed impostata, perfetta per i toni evocativi che è chiamata a ricreare all'interno della proposta del gruppo. Altrettanto piacevole ed azzeccata è la scelta di cantare un brano in lingua madre, fornendo l’ennesima prova di quanto anche il tedesco si adatti piuttosto bene ai suoni duri e gravi del metal.
Epici, magniloquenti e pesanti come macigni, i brani di “A Smouldering Fire” sono quanto di più completo ed esaustivo ci possa essere scritto su un ipotetico manuale dell’heavy/doom europeo che trova, però, come punto di riferimento non il sound degli svedesi Candlemass, ma quello degli statunitensi Solitude Aeturnus. In effetti è strano quanto i Mirror Of Deception suonino profondamente tedeschi, ma in realtà è probabilmente una questione di suoni e produzione in generale, anche se il tutto si traduce più che altro in una sensazione che accompagna l’ascolto di tutto il disco.
Insomma, il quarto lavoro sulla lunga distanza di questo quartetto tedesco si configura come un ottimo riassunto della loro ventennale carriera, fungendo da ideale ponte tra un passato vissuto relativamente in ombra ed un futuro speriamo più roseo. Le aspettative generate da questa uscita, in effetti, potrebbero portare la band ad intraprendere una strada che li porterà all’attenzione di un pubblico maggiore e non ci resta che sperare che siano all’altezza della situazione. Nel frattempo vale la pena godersi i solchi virtuali di “A Smouldering Fire” che piacerà sicuramente anche a chi non è troppo avvezzo a sonorità doom. Complimenti, Mirror Of Deception.
Recensione di Andrea "Thy Destroyer" Rodella
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