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Dark Lunacy - "Weaver Of Forgotten" (Fuel Records/Self)

Line up:

Mike Lunacy – Voice & Keys
Daniele Galassi – Guitar
Andy Marchini – Bass
Claudio Cinquegrana – Guitar
Alessandro Vagnoni – Drums
 

voto:

8
 

recensione

Finalmente, dopo 4 lunghissimi anni, i Dark Lunacy tornano sulle scene con un nuovissimo album dal titolo “Weaver Of Forgotten” e con una formazione quasi completamente rinnovata, ma che ruota sempre attorno al leader Mike Lunacy e che vede l’entrata di membri di Infernal Poetry, Sadist e Resurrecturis, cioè la crème del death metal tecnico italiano. Il sound che ne esce fuori risente ovviamente di questi nuovi innesti, ma in realtà non si discosta in maniera estrema dai precedenti lavori della band, pur mostrando un’evoluzione di buon impatto. Non è semplice imporre un’etichetta al sound dei Dark Lunacy in quanto la loro miscela di death metal melodico e malinconici rallentamenti doom risulta essere piuttosto personale, soprattutto se a questo aggiungete delle forti tinte gotiche.
I brani si susseguono in maniera estremamente fluida e non ci sono cali di tensione nemmeno a volerli cercare con la lente d’ingrandimento. Lo sbadiglio non è contemplato nei pezzi che compongono “Weaver Of Forgotten” ed il buon Mike si è messo veramente d’impegno per la realizzazione di un disco assolutamente sopra le righe e competitivo a livello internazionale. Infatti la particolarità del gruppo è anche quella di incorporare un quartetto d’archi nelle proprie composizioni, in modo tale da renderle più ariose ed amplificarne lo spettro emotivo e sonoro verso lidi ancor più drammatici.
In ultimo, vale la pena spendere due parole sul concept che si cela dietro a “Weaver Of Forgotten”: si tratta difatti di un lavoro a tema sul ricordo dei morti, di quelle persone che, nelle stesse parole di Mike, “siamo talmente impegnati nel vivere freneticamente che solo quando siamo soli riusciamo a ricordare come meriterebbero”.
Una volta concluso l’ascolto, la sensazione è quella di trovarsi di fronte al lavoro più completo dato finora alle stampe dalla band italiana, anche se comunque i Dark Lunacy di oggi sono piuttosto diversi da quelli che diedero alle stampe “The Diarist”. Le atmosfere più cupe ed i brani meno complicati portano un alleggerimento della componente tecnica a favore di un grande impatto emotivo. Questo permette anche ad un fruitore occasionale di poter apprezzare la proposta contenuta all’interno di “Weaver Of Forgotten”. Mike ha saputo far cambiare pelle al proprio progetto ed è riuscito a creare un lavoro credibilissimo, impresa non facile e men che meno scontata. Esprimere i doverosi complimenti ai titolari del progetto è il minimo che si possa fare.

Recensione di Andrea “Thy Destroyer” Rodella

tracklist

  1. Epitaph
  2. Arcangel’sk
  3. Curtains
  4. Epiclesis
  5. Masquerade
  6. Afraid
  7. Mood
  8. Sybir
  9. Snow
  10. Forgotten
  11. Weaver

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