Rientra nei ranghi Mike “Earthquake” Quimby Lewis, benedicendo con la sua ugola il quarto full lenght degli Skullview, US Power band da Portage, Indiana.
Quindi, se amate l'epicità di Omen, Steel Assassin e la cupezza degli Iced Earth che furono, il tutto immerso in un battagliero immaginario “Manowariano”, non potete farvi sfuggire “Metalkill The World”, vero calderone di scintillante Heavy Metal a Stelle e Strisce.
Dalla mazzata introduttiva di “Legions Of The Star Scroll” alla più anthemica “The Bruise”, della quale è stato già girato un efficace videoclip, sino a giungere alla cadenzata title track, si capisce immediatamente di che pasta siano fatti gli Skullview, una pasta possente e combattiva!
I riffoni dell'accoppiata Hillegonds/Tavernier scandiscono ogni brano come il guerriero taglia le teste dei nemici, brandendo la sua ascia, il tutto, come già detto, supportato dalla terremotante performance, ora acuta ora evocativa, dell' ottimo figliol prodigo Lewis.
Non un attimo di cedimento in questi 50 minuti, non un passo falso nel sentiero dello US Metal, infatti sia i brani più tirati e squarcianti quali “Defiance, Desperation, Defeat!!” o la conclusiva “Privilege Of Suffering”, da headbanging totale, vi manderanno in estasi tanto quanto “Blind And Unconscious” che, dall'arpeggio inizale, diventa passo passo una gemma belligerante, segnando forse l'apice del lavoro dello screamer statunitense!
Niente altro da dire su “Metalkill The World” se non che, chi li conosce già, non potrà che aggiungerlo nello spazio dedicato agli album “ganzi”, mentre, chi si accinge ora a scoprire il purissimo Heavy degli Skullview, sappia che non è mai troppo tardi per rinfoltire le schiere di chi, come la band stessa, vede il nostro genere in un determinato modo, quello VERO!!!
Recensione di Alesssio Aondio
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