Il debutto sulla lunga distanza dei bolognesi Open Fire dal titolo “Sipario di Notte Vestito” si presenta come un disco dalla difficile categorizzazione, che racchiude in sé molte caratteristiche di un certo death metal moderno, con riff spezzati e a tratti pieni di groove dove la sezione ritmica fa da padrone, e parti melodiche che ricordano i nostrani Lacuna Coil.
Cio' che balza subito all'orecchio dell'ascoltatore è la scelta, sicuramente coraggiosa, di scrivere i testi delle 12 canzoni che compongono il platter in italiano: tale scelta rende il “concept” lirico del disco assimilabile in maniera più completa, e devo dire che sotto l'aspetto dei testi i Nostri hanno sicuramente prodotto un ottimo lavoro. In tal senso basti ascoltare il brano Sipario, dagli stessi autori descritto come, “teatro immaginario dove si svolge l’interpretazione degli atti nel susseguirsi dei brani. Bob, pupazzo e attore protagonista, rappresenta un feticcio delle vicende umane, pronte a essere svelate al di là dei sipari, dove, come nelle grandi rappresentazioni, le cose
umane vengono spogliate dall’esistenza intrinseca e lasciano il loro senso più puro”.
Analizzando l'aspetto puramente strumentale e vocale, risulta sicuramente buona l'idea di alternare riff assassini con un violento growl e parti più ariose con voce pulita, ma forse utilizzare questa chiave di lettura per tutta la durata del disco potrebbe, alla lunga, far perdere l'attenzione durante l'ascolto. Inoltre la voce pulita non risulta incisiva come dovrebbe: giudico quest'ultimo aspetto un handicap per un lavoro che avrebbe potuto godere di un voto decisamente più alto.
Molto buono, al contrario, il lavoro del batterista Davide Morisi e del bassista Emanuele Vignoli, che dimostrano di saper usare molto bene il proprio strumento, soprattutto quando è necessario dare il “tiro” giusto ai pezzi più groovy.
Una buona produzione ed un libretto curato sono gli ultimi ingredienti del primo disco firmato Open Fire.
Tirando le somme, considerando che Sipario di Notte Vestito è un debut album, il lavoro nel complesso è positivo, e l'acquisto è consigliato: spero che in futuro vengano migliorati alcuni aspetti, legati soprattutto alle vocals.
Un'altra dimostrazione che l'underground italiano ha sicuramente le potenzialità per emergere
Recensione di Manuel Molteni
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