La Metal On Metal, attiva solitamente nell'underground europeo ed americano (inteso come continente) più intransigente, questa volta pesca in casa e, lasciatemi dire, pesca alla grande, licenziando il primo full lenght dei Sesta Marconi, Doom/Heavy band da Campobasso.
Sì, perchè i sette brani che compongono “Where The Devil Dances”, a partire dalla funerea marcia di “Gruesome Woe”, traducono nel terzo millennio, i dettami dei '70 dei soliti padri dell'occultismo musicale, Black Sabbath, Lucifer's Friend, Blue Cheer e via discorrendo.
Mai banale il quartetto molisano, che si definisce Doom 'n' Roll, rispettando in pieno questa didascalia, si distingue sia per pesantezza che per melodia, a volte inusualmente (per il genere) catchy, esempio ne sia il refrain di “Skeletons Party”.
I ragazzi ci sanno davvero fare e, sapranno conquistare i Doomsters e non solo, grazie alle doti espresse in questo graditissimo esordio discografico, infatti se i riffoni di Stefano sono vorticosi e “grassissimi”, le vocals di Sergio vi ipnotizzeranno a dovere (e, grazie a “dio”, la sua pronuncia dell'inglese non vi farrà MAI sorridere, come spesso accade a casa nostra!).
Questo accostarsi tra l'andamento pachidermico dei brani e le linee vocali votate all' “orecchiabilità”, unitamente ad una potentissima produzione, sono il leitmotiv di questo platter, che non avrà modo di annoiare nemmeno i meno avvezzi al downtempo.
Allora rimanete anche voi a bocca aperta come il soggetto della copertina, molto progressiva per altro e sgusciate tra il lamento di “LSWD” (life suck without drugs!), la ritmata “Rock And Roll Voodoo Style”o ancora la monolitica “At The Crack Of Dawn”.
Non da meno l'accoppiata finale di “Vanitas (The Leper Queen)”, quasi un quarto d'ora di lucida follia epica e debordante, giusto per intendere appieno l'elevata qualità del songwriting del poker nostrano e, da ultima, “Blasted In Summertime”, rilassante e dilatata, in pieno “Planet Caravan” style.
Tirando le somme, in un periodo dove l'insulso regna sovrano (anche nel cosiddetto panorama “metal”), i Sesta Marconi ci regalano un'oretta di grande musica, sotto tutti gli aspetti, grazie ragazzi, al prossimo trip...
Recensione di Alessio Aondio
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