Prima di prepararci ad una scorpacciata di nuovi dischi attesi per il 2010 ci concediamo un ultimo ascolto a questa annata con "Addicted", secondo lavoro del nuovo progetto del musicista/produttore canadese Devin Townsend, rinominato per l'appunto Devin Townsend Project, con il quale l'oramai ripulito e illuminato Heavy Devy ci presenterà, al termine di tutto, una quadrilogia di dischi, ogniuno diverso dall'altro, sia dalla sostanza che dai musicisti che comporranno ogni singolo tassello, salvo ovviamente l'ex-Strapping Young Lad. Possiamo dire fin dal principio che "Addicted" non è altro che la risposta naturale a quello che è stato "Ki", album particolarmente complesso e che non tutti sono stati in grado di comprendere. Dimenticatevi tutto perchè questo nuovo lavoro ha come parole cardine semplicità e immediatezza, si perchè di questo si tratta, di una decina di brani che fanno della presa immediata la loro forza, composizioni tanto dirette quanto spettacolari e ambiziose allo stesso tempo, parliamo infatti di un prodotto ben curato in ogni suo minimo dettaglio, dove finalmente abbiamo l'impressione di sentire un Devin Townsend rinato e finalmente libero da tutte le problematiche diventate negli ultimi anni un fantasma da eliminare. Non mi credete? Questo disco parla da se, gia dal primo ascolto infatti non potrete più farne a meno, non potrete separarvi dalla carica positiva di canzoni come la titletrack stessa, "Bend It Like Bender" o "Hyperdrive", ma nemmeno da momenti introspettivi come "Supercrush" o "Ih-Ah", che stilisticamente parlando potrebbero essere etichettati tutti come pezzi industrial metal/rock, ma in certi casi, e questo è uno di essi, certe etichette non bastano per descrivere le idee di un musicista, soprattutto se si tratta di questo musicista, da sempre controcorrente e capace di regalare dischi da vivere, non semplicemente da ascoltare. A impreziosire tutto l'ottimo lavoro non poteva di certo mancare una figura di peso tra i musicisti assoldati, ecco quindi che entra in gioco l'unica Anneke Van Giersbergen, ex cantante dei The Gathering. Il suo contributo alla riuscita del lavoro è fondamentale, bastano delle semplici linee vocali immediate e espressivamente rare per alzare notevolmente il livello dei pezzi, non importa che lo faccia con floreale positività come negli episodi sopracitati o con un pizzico di malinconia come nel caso di "Numbered", la sua performance resta da ovazione generale, senza dimenticarci poi dei duetti che fanno di Anneke e Devin una coppia unica e soprendente, capace di ipnorizzare e di fare riiniziare l'ascolto fino alla nausea, che premettiamo non arriverà mai.
Insomma non penso proprio di poter trovare altre parole per descrivervi questo "Addicted", un album che entra prepotentemente nelle uscite da ricordare dell'oramai vecchio 2009 e che si è meritato una recensione tutta sua. Confido dunque in voi, fatevi un regalo e lasciatevi trasportare dai 47 minuti di alta musica che non potrete fare a meno di amare e consolidare con il passare degli ascolti.
Recensione di Thomas Ciapponi
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