Finalmente, come già detto per i leggendari Bulldozer, ecco arrivare sul mercato anche il nuovo album degli svedesi Unanimated, un disco che, almeno personalmente aspettavo con ancor maggior rispetto a quello della band italiana. Ma ora parliamo della reunion e del nuovo lavoro in studio del combo scandinavo.
Quattrordici anni sono passati in questo caso dal precedente lavoro/capolavoro targato Unanimated, quel "Ancient God Of Evil" si attesta nella top five dei dischi black-death scandinavo, giusto un pizzico sotto alle opere degli ormai compianti Dissection.
La reunion dello scorso anno ha portato il bassista Richard Cabeza, indiscusso leader della band, ad avere questa line-up (Micke Jansson - voce, Johan Bohlin - chitarra, Peter Stjarnvind - batteria), sia nel reunion show del Party.San sia su questo "In the light of darkness", che anticipo già si tratta di un mezzo capolavoro.
Si, soltanto mezzo, perchè i primi ascolti non mi hanno convinto del tutto, ma poi ho assimilato per bene questi "mitici" riff, e devo dire che il sound a cavallo tra il death e il black che tanto adoro è emerso e mi ha conquistato, anche se a dirla tutta mancano a più riprese queli stacchi di violenta melodia che caratterizzavano i due album degli anni '90.
Ottima l'accoppiata d'apertura, poi una seconda buona accoppiata fino alla titletrack, che è stata deludente fin dall'inizio, e lo rimane anche dopo diversi ascolti. Ma dopo questo episodio negativo, ecco la goduria allo stato puro. Quattro pezzi, con riff da pelle d'oca, uno più maestoso dell'altro, mostrano definitivamente una band che è tornata con il giusto piglio e la giusta carica, una band che ha voglia ancora di regalare emozioni ai propri, purtroppo pochi, fans. Dopo questo quartetto devastante la chiusura, con una strumentale e malinconica "Strategia Luciferi".
I vecchi fans avranno fatto loro questo disco ad occhi chiusi e certamente non se saranno rimasti delusi, ma per i ragazzi più giovani, bè ascoltate gli Unanimated, una delle band più sottovalutate della storia, perchè dietro a questa band, sono certo si nascondano ancora molte energie, che col tempo verranno prepotentemente alla luce.
Avanti tutta Unanimated!
Recensione di Dimitri Borellini
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