I Disbelief raggiungono il traguardo dell’ottavo album, il secondo dopo il rientro in casa Massacre Records, label che ha sempre creduto in loro e li ha resi quello che ora sono, anche se bisogna dirlo, i tedeschi non sono mai riusciti (immeritatamente) a toccare il gradino dell’upground, rimanendo così per molti un gruppo semi sconosciuto.
“Protected Hell” rappresenta un’ennesima conferma delle ottime doti di questi musicisti, su tutti il vocalist Jagger, abile songwriter che in questo disco decide di diminuire la frequenza degli attacchi frontali a cui la band ci aveva abituato, facendo così spazio a intermezzi malinconici che non potranno che fare piacere a fan di formazioni come Santenced e Dark Tranquillity. Per gli amanti del death metal più deciso però c’è da stare tranquilli, non mancheranno di certo riff macinasassi come nella convolgente “A Place To Hide”, che parte a razzo per poi rallentare in passaggi malinconici e introspettivi così come la successiva “Hate/Aggression Schedule”, qua decisamente più cadenzata e toccante, oppure la groovy “Hell Goes On”, caratterizzata da un lavoro di chitarra micidiale che con le sue ripartenze da capogiro non potrà far altro che invogliarvi a scuotere la testa.
Particolarmente riuscita è poi la coppia di chiusura “Room 309 (Kraftprinzip)”/ “Demon‘s Entry”, la prima molto marcia e dedita a ricreare un suono quasi straziante e la seconda particolarmente triste, con una chiusura identica all’intro dell’album, quasi come da trasmetterci quella sensazione di vuoto iniziale che ora si ripercuote su di noi ad ascolto terminato.
Sicuramente “Protected Hell” è un disco difficile da assimilare, ma siamo sicuri che una volta recepito al cento per cento si possa godere a pieno lo sforzo fatto dai Disbelief, i quali hanno coraggiosamente abbandonato le sonorità più potenti tanto di moda negli ultimi anni per dare inizio a un nuovo percorso musicale decisamente partito col piede giusto, se amate le cose prive di banalità verrete di certo ripagati a dovere.
Recensione di Thomas Ciapponi
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