Capita spesso che la tecnica sia a servizio della musica, e che serva a portare ornamento al magico intrecciarsi di note, ma poi capita che la tecnica prenda il sopravvento e la musica ne divenga schiava e la prima vittima di questa detronizzazione , finisce proprio con l’ essere la melodia, cosi ci si trova davanti a funambolici assoli e scale a velocità sovraumana, e all’ ascoltatore non rimane che un freddo vuoto, certo è che se viene eliminata la tecnica, beh ci troviamo comunque di fronte al problema di dover sentire qualcosa di scontato o di trito e ritrito mille volte.
A risolvere problemi e dubbi con una perfetta alchimia ci pensano i the flower Kings, gruppo composto dal chitarrista Roine Stolt ( anche in Transatlantic supergruppo prog) , e dai suoi compagni Tomas Bodin, Jonas Reingold, Zoltan Csorsz e Hans Forberg , ma in questo nuovo disco spicca pure un ospite speciale di eccezione e che dona un apporto fondamentale a tutto il lavoro ovvero Daniel Gildenlow dei Pain Of Salvation, uno dei cantanti più interpretativi e emozionanti, a mio avviso ,del panorama musicale attuale.
E’ “Adam ed Eve” il titolo scelto per l’ ultimo lavoro della band, disco che non si discosta per quello che riguarda il genere, ovvero un prog rock sopraffino, molto influenzato da quello degli anni 70 ma elaborato ed attuale, grande è la maestria e la tecnica di ogni singolo musicista e nonostante il lavoro non sia mai prevedibile, dopo alcuni ascolti le melodie si rendono molto piacevoli ed emozionanti, e nonostante la lunghezza dei brani (il primo pezzo Love supreme tocca i 19 minuti ) ogni singola parte è davvero godibile e coinvolgente, il cantato è magistrale soprattutto quando le linee vocali di Roine si intrecciano con quelle di Daniel, il connubio è perfetto, linee vocali auliche che portano la disperazione e il dolore, ridefiniscono il senso d’amore per poi sfociare in una rabbia sempre molto controllata, gia perché tutto sembra essere schiavo dell’ infinita padronanza di ogni singolo musicista, ogni strumento è comandato senza il minimo errore o la minima incertezza, ovvero i the flower kings respirano musica, e l’ ascoltatore avvolto prova a vivere questo respiro, e se a tratti si può avvertire una sensazione di apnea beh questa svanisce in un lungo e profondo sospiro di emozione.
Recensione di Davide Magatelli
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.