Capita spesso ci siano buoni dischi che però non riescano a sfondare, o meglio a non dare quel qualcosa in più da poter risultare pietre miliari della musica metal.
E' questo il caso del nuovo lavoro degli svedesi Evocation, attivi sì da ormai 18 anni ma con all'attivo un paio di lavori ufficiali.
Il loro è un death metal per lo più melodico, di chiara matrice scandinava. Niente di nuovo quindi. Ripeto: non male ma niente di entusiasmante, niente di coinvolgente. Un disco che passa liscio come l'olio (anche se la produzione non mi fa certo impazzire),che non mi fa gridare allo scandalo - ma tanto meno al miracolo - un disco che si mantiene su una buona media e tocca delle vette solo con pochi episodi, forse quelli che si staccano da quella melodicità ( “Astray Masquerade”, “Silence of Sleep”) tipica di bands come Dark Tranquillity e In flames (dei tempi d'oro) e si avvicinano a aggressività propria di band quali At The Gates, The Haunted e Arch Enemy, episodi come l'interessante “Boundead”, così come pezzi come “Angel of Torment” e la conclusiva “Razored to the bone”, dove vediamo come ospite Anders Bjorler. Buona la prova alla corde vocali di Thomas "Tjompe" Josefsson : espressiva e violenta e mai monotona.
Da segnalare inoltre la presenza di Dan Swano in “Antidote”, forse il pezzo migliore del disco. Sicuramente un gruppo da seguire ma consigliato solo agli amanti del genere. Avanti il prossimo!
Recensione di RIG
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