Dopo i positivi responsi di pubblico e critica ricevuti con il precedente “X”, ritornano i Progressive Experience, “21st Century Brain Damage” è il loro secondo disco, un intrigante concept che narra delle difficoltà nel vivere la società moderna. Dal punto di vista musicale la band di origine toscana non si discosta molto da quanto fatto sentire sul già citato debutto, cimentandosi in un progressive metal vario ed emozionale. La preparazione tecnica dei musicisti in questione è di assoluto livello e non mancano stacchi e fraseggi dall’elevato coefficiente di difficoltà, tuttavia è importante sottolineare come questo fatto non sia che un presupposto marginale al servizio di brillanti composizioni che prediligono anzitutto l’aspetto emotivo. I Progressive Experience mostrano all’interno degli undici brani che compongono il disco una personalità ben definita che sfiora il verbo dei Dream Theater, modellandolo a proprio piacimento. Il nuovo singer Andrea Ranfagni che sostituisce il dimissionario Giovanni Valente presente sul debutto “X” e in veste di guest nella traccia d’apertura, non appare completamente integrato all’interno della band evidenziando in più di un occasione qualche problemino nell’interpretare linee vocali forse scritte per una timbrica differente, un vero peccato perché ciò influisce sul rendimento di canzoni altrimenti impeccabili sotto tutti i punti di vista. Inutile dirvi che per apprezzare a pieno un concept di tale portata occorre la giusta pazienza ed un numero di ascolti ben superiore alla media, le canzoni sono coese e coerenti alle liriche ma si fanno apprezzare anche singolarmente come nel caso di “The Great Illusion”, “Ruins & Memories” e “Inner Silente” che personalmente reputo le più ispirate. I Progressive Experience confermano dunque le ottime premesse dell’esordio, per la consacrazione definitiva dovremmo attendere il prossimo disco allorché saranno eliminati alcuni difetti in sede di produzione e ci sarà un’intesa migliore fra il nuovo arrivato Andrea Ranfagni ed il resto della band.
Recensione di Teospire
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