Come per i due precedenti album, anche qui il gruppo elvetico non cambia minimamente il proprio stile, già a partire dal titolo, semplicemente Darkspace III.
Un viaggio indecifrabile è quello che si affronta ascoltando ogni produzione Darkspace: tutti i brani presenti sul cd sono estremamente lunghi (oltre i 10 minuti di durata) ed assolutamente privi di una struttura definita. La drum-machine non detta il tempo, le chitarre di Wroth e Zhaaral si intrecciano con il basso di Zorgh creando un muro sonoro allucinante. Le tre voci, tutte diverse da loro, quella cupa di Wroth, l'altissimo screaming di Zhaaral e il delirio di vocals femminili della folle Zorgh, creano una sorta di aurea oscura che ti avvolge da ogni lato, anche se a volte si disperdono all'interno delle ritmiche, penallizzate dalla produzione.
L'ambient/black elettronico dei Darkspace è quanto di più estremo di possa trovare in ambito estremo.
Avvicinatevi al combo svizzero con estrema cautela.
Recensione di Dimitri Borellini
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