Anche i thrashers Destruction arrivano al 25° anniversario, e lo festeggiano con questo "D.E.V.O.L.U.T.I.O.N." (che ovviamente non ha nulla a che vedere con il ministro Bossi o Calderoli), dieci tracce di puro Thrash con la “T” maiuscola, ognuna che prende come iniziale una lettera del titolo (chissà che la prossima volta non c’è anche il sudoku allegato al disco!).
Battute a parte la vena creativa della band tedesca mostra di avere ancora energia, ed è difficile trovare punti deboli in un disco solido e di impatto diretto come questo, e come in generale siamo abituati da Schmier e compagni. Preceduta dall’intro di chitarra acustica, la titletrack “Devolution” rende subito chiaro che i Destruction sono quelli di sempre, potenti, cattivi e dispensatori di riff graffianti (anche Mike si dimostra in buona forma) che sono da sempre il trademark del trio teutonico.
Oltre alla titletrack è difficile rimanere indifferenti a brani come l’articolata “Vicious Circle…”, la velenosa “Offenders Of The Throne”, “Urge”, e “Odyssey Of Frustration”, canzoni perfette per scatenare il finimondo dal vivo (ed in effetti secondo me la band rende decisamente meglio dal vivo che ad ascoltarla sul semplice supporto). Il buon vecchio Schmier con la sua inconfondibile timbrica vocale sembra non sentire nemmeno gli anni che passano, e supportato come sempre dalla chitarra di Mike e la puntuale batteria di Marc fa sì che la formazione si riveli ancora una volta una macchina ben rodata, sia a livello compositivo che di testi.
Ottima anche la produzione, che esalta al massimo il sound di questi dieci rocciosi brani. Una piccola nota invece sui soliti e spesso fastidiosi voice-over, che per una volta sono stati almeno resi meno ripetitivi e più personali, quasi “amichevoli” grazie alla collaborazione diretta del leader della band.
In definitiva cosa si può dire? I Destruction sono sempre una certezza, e con questo disco, un album che forse si colloca poco al di sotto del suo predecessore “Inventor Of Evil”, ma è decisamente meglio del non eccezionale “Metal Discharge”, sicuramente potranno festeggiare nel migliore dei modi il loro 25° anniversario di attività, rimanendo sempre fedeli al loro marchio, pur senza essere ripetitivi, ma come sempre aggressivi, diretti, ed essenziali.
Recensione di Marco Manzi
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