Correva il lontanto 1993 quando un poco probabile quintetto irlandese si
presentava al mondo underground con un demo, "Dark Romanticism", marcatamente
influenzato dalla sempre più in voga corrente black metal norvegese.
Chi mai avrebbe potuto pensare che dopo ben 14 i Primordial sarebbero stati
ancora qui, tra alti e bassi, ma riuscendo a tenere sempre viva una minima
fiamma di interesse in attesa che la fiamma stessa si trasformasse in un falò.
Sono trascorsi, o forse sarebbe meglio dire, sono stati pubblicati 7 dischi nel
corso di quasi 3 lustri e il quintetto ha sempre sperimentato, implementato,
modificato, evoluto il proprio sound.
"To The Nameless Dead" è l'ultima, almeno per ora, tappa di questo cammino,
della originaria venatura black metal sono rimasti alcuni riff di chitarra e
qualche atmosfera ma una forte componente doom accompagna le note di questo
disco, enfatizzate maggiormente da un cantato pulito e malinconico che via via
si interseca e sostituisce al vecchio e rabbioso growl.
Si parla del passato travagliato d'Irlanda in questo disco, una storia triste
che si conclude con una canzone/considerazione la eloquente "No Nation on This
Earth".
Non si tratta di un disco strappalacrime, meglio precisarlo, dalle note e dalla
voce di Nemtheanga si respirano fierezza ed orgoglio per il proprio passato.
Devo ammettere poi che alcuni passaggi mi hanno riportato alla mente i nostrani
Doomsword.
Una storia irlandese per un disco fiero ed orgoglioso, un prodotto ben
confezionato sia a livello audio che di contenuti, assolutamente da non
perdere!
Recensione di Paolo Manzi
Siamo alla ricerca di un nuovo addetto per la sezione DEMO, gli interessati possono contattare lo staff di Holy Metal, nel frattempo la sezione demo rimane temporaneamente chiusa.