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Meshuggah - "ObZen" (Nuclear Blast Records/Audioglobe)

Line up:

Jens Kidman – Vocals
Fredrik Thordendal - Guitar, Vocals
Mårten Hagström – Guitar
Tomas Haake - Drums, Vocals
Dick Lövgren - Bass
 

voto:

9
 

recensione

Pazzi si è e pazzi si rimane, ma ogni tanto serve una piccola sosta per guardarsi alle spalle.
Dopo 3 anni di lungo, straziante e doloroso silenzio ritorna una delle band più particolari e sincere della scena metal moderna.
Con una ristampa di “Nothing” e con qualche concerto qua e là, il carismatico Kidman e il resto del gruppo si preparavano in gran segreto per portarci un album degno di avere il nome della band in copertina, e che nome!!! Come già in molti sappiamo i Meshuggah sono infatti sinonimo di grande lavorazione musicale, grande tecnica, grande cuore e altrettanto coraggio ed è proprio su questo punto che ci si sofferma principalmente parlando di ObZen; l’album in questione infatti pur rimanendo sulle linee compositrici del gruppo, diciamo che potrebbe cambiare nel bene o nel male le sorti della loro carriera attuale.
Lasciando perdere gli elogi ai vecchi album e all’indimenticabile EP “I” e trascurando anche i soliti battibecchi di chi considera i Meshuggah dei musicisti geniali contro chi vede la loro musica solamente un rumore straziante, entriamo nel vivo dell’album che parte a tutta adrenalina con “Combustion”, brano caratterizzato dai vecchi riff thrash di “Contradictions Collapse” o del capolavoro “Destroy Erase Improbe” che vanno a miscelarsi con delle nuove soluzioni chitarristiche che rievocano vagamente i Tool, band che deve molto al combo svedese.
“Electric Red” ci riporta ai rallentamenti tipici di “Nothing” mentre la successiva “Bleed”, che domina indiscussa l’intero album, è una miscela di potenza, tecnica, genialità e carisma del grande Kidman, che si incastona molto bene con la maestosa presenza di Fredrik alla chitarra e Tomas alla batteria, ruolo messo particolarmente in rilievo in questo album.
Lasciando perdere “Lethargica” che si merita il titolo di pezzo più pesante dell’album passiamo invece alla title-track “ObZen” che si stabilizza sulla struttura di “Bleed” mettendo in primo piano la genialità chitarristica del solito Fredrik che va a marchiare anche la successiva “The Spiteful Snake” per poi dar spazio a due pezzi assolutamente da galleria d’arte, ovvero “Pineal Gland Optics” e “Pravus”, entrambi con riff puramenti da malati mentali, una follia unica che lascia a pensare al delirio che provocheranno in sede live.
Infine l’ennesimo capolavoro dei Meshuggah si chiude con una “Dancers To A Discordant System”, 9 minuti e 36 secondi di pura poesia e spremuta mentalità che rievoca in più passaggi un certo “Catch 33”.
Tirando le somme, “ObZen” è un ennesimo capolavoro di una band capolavoro, da avere a tutti i costi e consigliato anche ai neofiti che vogliono avvicinarsi alla band data l’innumerevole presenza di passaggi rievocanti le varie tappe di storia dei Meshuggah. Non resta altro che aspettare il Gods Of Metal per potersi godere qualche pezzo fresco fresco suonato dai geni attuali di questo genere che hanno sfornato (e qui mi sbilancio un po’) uno dei migliori dischi dell’anno se non addirittura il top!

Recensione di Thomas Ciapponi

tracklist

  1. Combustion
  2. Electric Red
  3. Bleed
  4. Lethargica
  5. ObZen
  6. The Spiteful Snake
  7. Pineal Gland Optics
  8. Pravus
  9. Dancers To A Discordant System

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