I Moonspell hanno fatto il salto di qualità! Dopo aver celebrato musicalmente le tenebre per anni, con questo nuovo album si sono completamente immedesimati nell’oscurità di cui si fanno cantori: a cominciare dal titolo stesso, Under Satanæ, ed all’artwork con tanto di caprone, fino ai nicknames che farebbero invidia ad un gruppo black. E così, il tenebroso Fernando Ribeiro è diventato Langsuyar, il batterista Nisroth, il chitarrista Morning Blade. All’inizio non ho potuto fare a meno di pensare che si trattasse di una grossa carnevalata, e peraltro di dubbio gusto, ma l’ascolto attento dell’album ha fugato ogni mio dubbio: i nostri cinque portoghesi fanno sul serio!!!
Under Satanæ è un lavoro di comprensione non immediata, ma assolutamente ben concepito, una finissima opera dedicata alla celebrazione del maligno. L’atmosfera cupa, marchio distintivo del gruppo fin dagli esordi, viene da un lato alleggerita dalla presenza di voci liriche femminili e di melodie più orecchiabili, dall’altro appesantita dall’ottimo lavoro della batteria e della voce. Inoltre, la continuità presente tra i brani, come ad esempio la mini-opera “Tenebrarum Oratorium” non permette una distinzione netta tra le parti, ma rende le parti del lavoro strettamente connesse tra loro attraverso richiami stilistici e strategiche riprese di riff, anche a distanza. Sicuramente la prima impressione è quella di un lavoro banale, uniforme e quindi poco assimilabile, ma se l’ascoltatore riesce a compiere lo sforzo di andare oltre l’impatto iniziale, di assaporare attentamente la musica, allora certamente potrà cogliere la complessità e nel contempo l’essenza di questo lavoro, che sembra concepito dalle tenebre per le tenebre. Pertanto, posso concludere affermando che Under Satanæ segna un importante punto di arrivo nella lunga e proficua carriera dei Moonspell, un punto che merita senza dubbio attenzione e che sarà senza dubbio apprezzato da fans storici e neofiti.
Recensione di Tiziana Ferro
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